steve vai intervista

Parlaci del DVD

Steve Vai: Ho appena finito un anno e mezzo di lavoro sul CD e DVD con la Metropole Orkest chiamati "Sound Theories" e "Visual Sound Theories", usciti nel 2007.

Ero invogliato a suonare così sono tornato in studio per creare nuove tracce, organizzato un tour in Europa, Usa e Sud America per saziare il mio ego e le mie dita. Ho voluto mettere un'unica band insieme per poter prendere differenti tipi di vita per il mio catalogo di diverse tracce musicali.

Mi è sempre piaciuta l'idea di avere un violinista nella band ma durante le audizioni ho cominciato ad avere serie preoccupazioni perchè non trovavo un violinista che poteva suonare intonato e in maniera melodica. Molti avevano un suono metal o classico.

Poi il cielo si è aperto e Alex DePue e Ann Marie Calhoun sono entrati nella mia vita. Due virtuosi che possono sfidarsi musicalmente, ma anche capire l'attitudine dinamica della musica rok. Hanno il completo controllo del loro strumento e guardano stupendosi di cosa fanno.

Cosa guardi in un musicista della tua band?

Steve Vai: Sono stato in tour per 30 anni e la prima cosa che vedo in un membro della band è una persona che abbia voglia di suonare. Un tour è una piccola parte della tua vita e quando stai vivendo con le persone in un'autostrada sottomarina, non ci sono segreti nel mare. Nessuna questione su come sia riuscita una registrazione o tour, la cosa importante è che siano essenzialmente buone persone. Devono essere capaci di dare qualcosa di speciale sul loro strumento.

Li aiuta se posso leggere musica o almeno capirla. La canzone di apertura del DVD ha un tempo di 25/32. E' un pezzo estremamente complessa ma tremendamente duro. Il povero Jeremy Colson ha avuto un pieno attacco d'ansia. Ma io so che loro sono capaci di suonarla e io sono un esperto a provare musica complessa. Noi lavoriamo pezzo per pezzo e diamo la nostra pazienza e la nostra anima fino alla fine del lavoro. Il risultato finale è una gloriosa e artistica traccia metal che è allo stesso tempo melodica, divertente e scorre naturalmente. La band la suona con fiera confidenza.

Il Dio dell buone band Karma splende chiaro e tondo su di me riguardo la band e il tour. Ho messo insieme stravaganza e forza sulla stessa strada. Abbiamo viaggiato nel mondo, vissuto e amato la vita, ci siamo divertiti e abbiamo entusiasmato il pubblico che ha condiviso il nostro nettare. Questo nettare è stato catturato in alta definizione a Minneapolis allo State Theater.

Perchè hai scelto Minneapolis?

Steve Vai: La città di Minneapolis rigirò anni fa il suo incantesimo su me. Una metropoli magnifica che è pulita, culturale, ed anche se fredda, le persone sono calde ed amichevoli.

Cosa possiamo aspettarci di vedere in questo DVD?

Steve Vai: Quando ho creato la band e abbiamo cominciato ad esibirci ho cercato di creare un esperienza di divertimento che a me piacerebbe vedere se fossi nel pubblico. Mi piace vedere grandi musicisti ma non troppo autocelebrativi, mi piace che stimolino con un raggio dinamico di intesità emotive, mi diverto quando le persone amano il loro strumento e mostrano la loro unicità con esso.

Mi piace sentirmi come se fossi un parte della famiglia col pubblico e con la band. Io voglio camminare lontano sentendomi bene e sollevato e non aver problemi con l'ego di qualcuno che odia le cose e il mondo.

Ci sono principalmente 2 elementi che compongono un brano musicale, riguardo il suo livello di difficoltà. Uno di questi è il lato tecnico ovvero la capacità di suonare il pezzo sullo strumento e l'altro è l'investimento emozionale tra il musicista e la sua musica. Io mi sono sforzato a trovare un equilibrio tra le due cose perchè io credo che servano entrambe le cose per essere un musicista. L'abiliatà tecnica e l'investimento emozionale camminano di pari passo. Certamente devi impiegare anche il tuo muscolo dell'immaginazione.

C'è un pezzo veramente artistico sul DVD e si chiama "The Murder". E' più di un pezzo artistico. Al concerto, ho maneggiato la chitarra come se fossi un mago e in studio ho aggiunto un po' di effetti digitali ed audio. Io so che quella cosa era nella mia testa prima ancora di salire sul palco.

Lo show sarà disponibile anche in Blu-ray?

Steve Vai: Si, assolutamente. So che in questo momento ci sono pochi concerti rock editi in Blu-ray ma credo che la media o al massimo l'alta qualità, diventeranno popolari in poco tempo. Dopo aver visto il Blu-ray, ascoltato il 5.1 e visto i brillanti colori che escono fuori dallo schermo, i vecchi DVD sembrano opachi.

Ci sarà anche un disco singolo dello show. Consiste in tracce che non ho mai fatto uscire nella versione live.
Le tracce sono: "Oooo", "Tender surrender", "Taurus Bulba" e "Now we run".

Hai fatto uscire "Naked Tracks" un box di 5 CD con molte tracce dal tuo catalogo senza la chitarra solista. Una sorta di karaoke di Vai. L'idea è stata istantanea oppure era un'idea durata anni?

Steve Vai: L'idea di "Naked Tracks" spuntò quando stavo mixando la mia prima registrazione e ho pensato che potrebbe essere una buona cosa avere una traccia senza la chitarra solista, in modo che potevo suonarci sopra. Cosi ho deciso per ogni mia registrazione di fare un mix delle mie canzoni senza la chitarra solista oppure la parte vocale se era una canzone cantata.

Eventualmente con l'uso della tecnologia per creare loop ho voluto creare loop da parti differenti delle canzoni per improvvisarci sopra. E' una delle mie cose favorite da fare, suonare senza fine su un loop. Lo farei sempre fino a togliere la corrente in casa.

Suonare su un loop è come fare un unica riff. Ti dà l'abilità di focalizzare senza interruzioni. E' come una meditazione musicale.
Penso che le persone si divertano a suonare sopra le "Naked Tracks" cosi le ho messe tutte insieme in un box da 5 CD.

Potete anche scaricarle in formato digitale da iTunes oppure acquistarle sul Webstore di Vai.com

E'una grande cosa suonare sui loop oppure registrare le tracce, è altresì importante suonare con musicisti reali perchè la musica è una condivisione di esperienze che coinvolge comunicazioni intime con gli altri.

Non ho mai sentito nessuno fare una cosa del genere.

Steve Vai: Ho fatto uno sforzo cosciente per creare progetti che hanno unicità. Mi diverto a sfidare me stesso con idee che credo siano uniche come "Naked tracks", "The 7th song", "Alive in an ultra world", le chitarre Jem e altri progetti. Queste cose mi danno un senso di completamento.

Molte delle tue composizioni soliste richiedono tecniche complicate (e anche un equipaggiamento chitarristico high tech), pensi che le persone possono emularti?

Steve Vai: Cercare di emulare ciò che faccio è una via di approccio. Ma non è di certo la via più semplice. Suonare sulle "Naked Tracks" è un grande metodo per scoprire il proprio stile. SUggerisco di usare le tracce come un letto e poi svilupparci le proprie idee. E' un grande metodo per sfidare la tua immaginazione. Vorrei suggerire anche di farsi un obiettivo totalmente differente da quello originale. Usate la vostra espressione creativa.

Puoi essere a qualsiasi livello di abilità e usare qualsiasi chitarra ed effetti. Puoi anche usare una chitarra acustica. Quello che fai è limitato alla tua immaginazione.

Ma vorrei suggerire se c'è qualcuno che prova e suona le mie parti sulle tracce, dovrebbero sforzarsi di farlo bene. Non voglio ferirvi, ma non mi maledite se lo fate.

Flexable 25.mo Anniversario

Torniamo nel 1984, qual era il tuo concetto per Flexable? E cosa hai fatto per questa edizione dell'anniversario? Ci sono dei 'ripari' in questa versione?

Steve Vai: Quando avevo 22 anni comprai una casa in California e sul retro costruii uno studio di registrazione che chiamai "Stucco Blue Studio". Ero talmente affascianato dall'idea di registrare canzoni che non mi preoccupai di rilasciare le registrazioni. La musica che facevo non era commerciale e il sound non era in voga a quel tempo. Lavoravo per Zappa ed ero veramente ispirato da lui.

Ogni volta che noi creiamo qualcosa è come se fosse uno spaccato della nostra vita. Gli anni passati in quella casa facevano parte di un periodo di vita speciale con gli amici e creare qualsiasi musica ci faceva sentire bere. Non avevamo preoccupazioni e non cercavamo il successo con quello che facevamo. Volevamo fare musica e divertirci. La musica significava farci sorridere. Ecco perchè il sound è cosi libero da preoccupazioni.

La vita era facile era facile e relativamente senza preoccupazioni. Un tempo semplice prima di internet, cellulari, computer quando c'erano solo 6 stazioni TV e 8 stazioni radio. QUando ascoltai "Flexable" mi fece ridere. A volte mi chiedo "Dove voleva andare questo dolce ragazzo?"

Io sfido chiunque ad ascoltare Passion and Warfare e suppongo che lo stesso ragazzo ha fatto le stesse registrazioni.

Il 25mo. anniversario di Flexable è una remasterizzazione digitale di 2 track master originali. Ho anche remasterizzato Flexable Leftovers con materiale bonus che era sulla registrazione e l'ho aggiunto nell'edizione del venticinquennale di Flexable. Ho incluso anche flyers e artwork alternativi di quel periodo, foto e note.

Non ci sono ripari nella remasterizzazione, solo equalizzazione e compressione. Usualmente quando rilascio qualcosa non c'è bisogno di ripari. La musica è arte e se l'artista l'ha fatta... è fatta! Non ho voluto toccare un capello dalla testa di Flexable.

Quanti takes hai dovuto fare e che equipaggiamento hai usato durante la session di Flexable? E cosa ne pensi ora?

Steve Vai: Ho inaugurato il mio studio con Flexable. Quando ho realizzato il disco non sapevo nulla sulla produzione e il resto. Ma sono molto ingegnoso. Per me è molto facile imparare cose che mi interessano. Ho molti buoni libri, ascoltato molte buone registrazioni e ho lavorato con grandi persone. Frank Zappa mi ha insegnato come lavorare.

Ho costruito lo studio, comprato la strumentazione, collegato i pezzi, scritta la musica, scelto i musicisti e registrato con loro, pianficato e mixato il tutto, creato un'etichetta e una sicura distribuzione per il disco e ho pagato tramite lezioni di chitarra e l'affitto delle 9 persone che vivevano con me nella casa. L'unica cosa che non ho fatto era il master e lo sto facendo ora a 25 anni di distanza.

Ho fatto tutto da solo per nessuna altra ragione salvo di godere di tutti i vari processi. La musica era strettamente personale per me e non volevo diluirla con la visione di nessun altro. Mi piaceva essere indipendente e non volevo dare fastidio a nessuno a perder tempo con la ia musica. So che può essere un cosa non molto consona, ma se gli altri lo fanno posso farlo anche io. Sapevo esattamente i passi che volevo fare su quella strada e sapevo che potevo farli solo attraverso le prove ed imparare dai miei errori. Avendo fatto questo avevo praticamente delineato i miei obiettivi e non ho mai provato altre cose che non sentivo di fare.

Usualmente non suono le canzoni, ma le costruisco da un background. E' cominiciato con Flexable. Avevo una macchina a 8 tracce e una manciata di stomp box. Ho usato una console della Carvin e mixato il tutto con un ATR a 2 tracce che mi aveva prestato Frank Zappa. Ho mixato piccoli pezzi e poi li ho giunti insieme. "Little Green Men" probabilmente ha più di 100 modifiche.

Eri coinvolto in molte band dopo che Flexable fu rilasciato. Pensi che Passion and Warfare è la conclusione di tutte le esperienze deludenti che hai avuto in quel periodo? Puoi dirci qual è la cosa più importante che ti porti dietro da queste esperienze?

Steve Vai: Sono principalmente un musicista rock, cosi suonare in queste grandi pop rock band negli anni '80 ti dava un certo livello. Ma io sapevo che un giorno avrei lasciato tutto per creare la musica che avevo nella mia testa perchè quella musica era avanti alle rock band degli anni '80.

Ci sono cose importanti che possiamo prendere da tutte le esperienze. Se devo prendere qualcosa dalle band degli '80, quello che posso dirvi è che è una grande idea da provare e devi dare il massimo in ogni situazione perchè successivamente nella vita potresti essere nelle memorie del passato e queste memorie hanno la tendenza di formarti.

I sono stato fortunato perchè ho dato il meglio in quegli anni. Sono ancora amico delle persone con le quali ho lavorato. Vivere la vita di una rockstar non era cosi bella come essere in una di una delle maggiori rock band degli '80 in giro per il mondo in tournèe. Ho preso tutti i vantaggi della situazione.

Vedremo anche una remasterizzazione di Passion and Warfare?

Steve Vai: Vorrei farlo. Forse per il 25.mo anniversario.

Hai avuto un grande successo come chitarrista. Hai delle tracce dei touoi album solisti delle quali sei particolarmente orgoglioso?

Steve Vai: Ogni artista ha i suoi momente dove si sente ispiratissimo. I miei momenti di massima ispirazione potrebbero comunque non essere i miei migliori per altri. Per me, i pezzi dove ho cercato di catturare tutta la mia essenza e ho composto e suonato sono: “The Attitude Song”, “Love Secrets”, “Die To Live”, “For the Love of God”, “The Fire Garden Suite”, “All About Eve”, “Windows To the Soul”, “The Silent Within”, “Essence”, “Whispering a Prayer”, “Dying For Your Love”, “I’m Your Secrets”, “Under It All”, “Helios and Vesta” e “Frangelica”.

Parlando della tua tecnica, qual è la tua sfida più grande?

Steve Vai: Prendere tutte le note. Richiede molta pratica e precisione per suonarle velocemente. Io credo che ci riesco bene.

C'è qualcosa che ti disturba sempre quando componi?

Steve Vai: L'orologio.

Molti chitarristi sembrano concertarsi sull'essere estremamente tecnici ma non si concentrano sulla scrittura e la buona intonazione.

Steve Vai: I musicisti hanno vari pregi e difetti. Qualcuno, come molti musicisti classici, focalizzano sull'essere capaci di saper suonare il loro stumento veramente bene e non sono interessati alla composizione o alla scrittura delle canzoni. Loro non lo vedono dal lato del compositore. Questi tipi di musicisti sono eccitati dal suonare il loro strumento e suonare la musica che è stata scritta per loro.

Di consequenza un compositore non è usualmente un virtuoso. Non sempre un compositore è accompagnato da uno strumento. Il compositore ha la visione della musica nelle sue orecchie. Lui può ascoltare e costruire un oceano di suoni senza toccare uno strumento. Può scrivere un pezzo per l'accompagnamento di molti strumenti, ma può anche non essere capace di suonare uno strumento per il quale ha scritto il pezzo.

Ad esempio, io posso vedere e sentire musica nella mia testa che io ho scirtto per molti musicisti, pianisti o arpisti o qualsiasi altro. Io capisco le meccaniche e le limitazioni, e cosa può o non può fare uno strumento e come un musicista suona lo strumento su quel pezzo. Ma io non posso suonare a un semplice brano dei Beatles sul piano.

Questo tipo di muscoli del cervello traducono tutto in forme musicali.

Ma è interessante come le persone giudicano altro quando la musica è completamente soggettiva. Ho sentito di tutto nel corso degli anni. Loro pensano che ogni musicista possa avere tutto. Io vedo la musica come un arte e il suo valore è basato interamente dal punto di vista dell'ascoltatore o del compositore e ci sono molti differenti punti di vista se si è ascoltatori.

Io penso che ci sono molti tipi di musicisti. Ho conosciuto chitarristi che hanno un tecnica estrema e scrivono quelle che io considero grandi canzoni e io ho avuto musicitsti che sono veramente tecnici. Conosco musicisti che non suonano il loro strumento veramente bene ma scrivo bellissime ed ispirate canzoni e conosco musicisti che non suonano bene e scrivono musica terribile.

C'è di tutto lì in mezzo. Non devi suonare veloce per far schifo! Ma la vista è solo un opinione. Come io dico, la musica è molto soggettiva. Qualcuno ci si diverte e qualcuno la reputa orribile, quando quella musica nonostante sia quello che sia, è un valido e giustificabile un pezzo orrendamente pop.

Come viene fuori un lavoro strumentale? Lavori prima sulla melodia e poi lavori sui passaggi veloci successivamente? Oppure hai un'altra formula?

Steve Vai: Non c'è una formula reale. Qualche volta i passaggi veloci non mi vengono e a volte mi vengono solo quelli. Le canzoni vengon fuori in vari modi e usualmente non mi piace avere una regola perchè potrebbe limitarmi, ma per la maggior parte ascolto l'intero pezzo di musica nella mia testa e in ogni istante mi immagino come potrebbe essere nel mondo reale. Per circa 35 anni ho catturato questi piccoli momenti di ispirazione su cassette (anni fa), DAT e ora sul mio iPhone.

Posso catturare queste piccole idee suonandole sulla chitarra, sul piano, cantandole oppure posso solo spiegarmele su cassetta. Spesso sono solo piccole riff. Alla fine dell'anno vado a rivedere queste idee e le documento. Ho organizzato il tutto su una libreria digitale. L'ho chiamata "The Infinity Shelf". Ci sono probabilmente un migliaio di idee. Se sto componendo una canzone basta che vado sulla libreria e al momento ne ascolto una parte posso suonarci insieme. E' così che ho scritto il 90% della mia musica.

Probabilmente avrò bisogno di un centinaio e più di vite per completare tutte le idee su "The Infinity Shelf". Sto trascinando questa roba da secoli e continuo ad accumulare. Uno dei miei obiettivi in questa vita è il desiderio di completare tutte le mie idee in canzoni complete e concette e ognuno di questi deve essere reale, oppure io credo che devo ritornare indietro in questo mondo per completarlo. Ma non sono una persona che si adagia una volta fatto il suo lavoro. Una volta che sono sazio avrò ancora fame.

Torniamo ai giorni prima di Flexable, eri un chitarrista che si sedeva nella sua stanza e provava le scale per ore ed ore oppure studiavi per imparare a suonare durante le registrazioni?

Steve Vai: Facevo entrambe le cose.

Da quando sei musicista, quale parte del tuo stile è la più rappresentativa e merita più importanza?

Steve Vai: Tutte.

Come espandi i tuoi orizzonti musicali?

Steve Vai: Immagino me stesso che fa cose che io non posso fare. Se puoi immaginarlo poi puoi eventualmente essere capace di farlo. Certamente devi essere pratico e realistico. E' cosi che ho sviluppato il mio stile nel corso degli anni. La notte, quando sto sdraiato nel letto, immagino che sto suonando la chitarra e guardo nuove idee. Immagino anche composizioni. Questa tecnica di immaginazione si presta ad uno squisito stato mentale di libertà e liberazione.

Quali chitarristi hanno avuto l'impatto maggiore quando hai cominciato a suonare? Quando ti è venuta l'idea di esplorare la tecnica del tremolo whammy?

Steve Vai: Quando ero un teenagerJimmy Page era il mio eroe. Mi piaceva Jimi Hendrix, Richie Blackmore, Brian May e altri ma Joe Satriani era il mio insegnante di chitarra quando ho cominciato. Poteva sempre suonare bene ed era tremendamente musicale. Era un mentore.

Stai usando "True Temperament" ora, questa innovativa tecnologia come si allaccia al tuo suono?

Steve Vai: Colpisce sull'intonazione più di qualsiasi altra cosa. Permete alle corde di suonare intonate anche a quelle che non lo sono. Aiuta anche il sustain.

Joe Satriani sta suonando con i Chickenfoot, non ti manca di suonare o di essere di nuovo con una band?

Steve Vai: Io ho una band. Ma se ti riferisci ad una rock band con un cantante, no. L'ho fatto e fu un grande divertimento ma non lo desidero adesso. Forse in futuro, chi lo sa. Sono andato a vedere i Chicknfoot l'altra sera ed è stato fantastico. Sammy canta alla grande e Joe suona magistralmente. E' un buon vecchio rock'n'roll e penso che suono un'ottima band.

Se dovessi fare un unico album di cover, che canzoni sceglieresti?

Steve Vai: Tutto Tom Waits.

Se dovessi fare un unico album con i musicisti da tutto il mondo, chi vorresti?

Steve Vai: La mia band. E sono fortunato perchè non sarà mai un unico album.

Alien Guitar Secrets Master Class

Parlaci delle Alien Guitar Secrets Masterclass.

Mi sono sempre divertito ad insegnare e parlare di musica, chitarra e business musicale. Ho un bel po' di esperienza e sentivo che qualche giorno avrei voluto condividere le mie conoscenze faccia a faccia con musicisti entusiasti. Ora è quel giorno.

I passati 35 anni della mia carriera musicali li ho spesi componendo, creando registrazioni, viaggindo il mondo in tour e imparando a navigare nel complesso mondo del business musicale. Attraverso ciò il mio obiettivo principale era di identificare e coltivare un'unica voce musicale, acquisire un'indipendenza finanziaria, mentre mi sforzavo ad avere un equilibrio spirituale.

Guardando indietro attraverso gli anni, posso identificare un importantissimo periodo di crescita e varie circostanze o tecniche che mi hanno ispirato momenti di chiarezza. In questa masterclass condivido queste scoperte con le persone nella speranza di ispirargli il loro percorso musicale.

Ci sono usualmente 3 domande che un giovane musicista si deve porgere:
1. Come registrare e distribuire il mio lavoro cosicchè tutto il mondo lo senta
2. Come identificarmi e sviluppare un'unica voce con lo strumento
3. Decidere se diventare un musicista per il resto della vita sia una buona idea oppure no.

Queste sono 3 valide domande ed io ho risposto a tutte e 3.

L'accademia della musica può essere trovata su un buon sito internet o su un libro, ma nella masterclass parlo intimamente su come identificare con la tua musicalità ed esprimerla attraverso esplorazione catartiche di te stesso.

Parlo dell'importanza di fissarsi degli obiettivi pratici, la potenza della visualizzazione e dell'atteggiamento positivo, come dividere i tuoi obiettivi in piccoli passi. Parlo anche del business musicale e di alcune cose che un giovane musicista deve sapere per proteggere i suoi lavori e sviluppare un'indipendenza nell'industria.

E' un ambiente intimo dove si posso fare domande in qualsiasi momento. Alla fine avremo una jam dove inviterò 5-10 chitarristi dal pubblico, uno alla volta, per una jam con me.

Le Alien Guitar Secrets Masterclass sono totalmente differenti da un mio concerto. In una masterclass sono seduto e parlo, dimostro qualche cosa sulla chitarra e suonerò su delle basi.

Mi diverte suonare la chitarra, comporre e andare in tour ma mi diverte allo stesso modo condividere le mie esperienze con i diretti interessati. Il successo delle Alien Guitar Secrets Masterclass ha superato le mie aspettative.
Molte di queste sono state tremendamente piene per me quando ho visto gli occhi della gente accendersi come se ci fosse una connessione tra ciò che stavo dicendo e ciò che stavano cercando di immaginare.

Domande miste

Hai qualche registrazione delle tua band che avevi a scuola e ricordi i loro nomi?

Steve Vai: Si ne ho un po'. Solo l'altro giorno ho sentito una jam di 9 minuti di "Purple Haze" (parte di quella ho suonato la chitarra come un violino, come l'originale) e fu la regstrazione della mia prima band, suonavo la chitarra e avevo 13 anni.
La band si chiamava Circus.

1a. band: "Hot Chocolate" con la mia sorella più piccola. Avevo 8 anni.
2a. band: "Ohio Express". Facevo finta di cantare e suonare il piano.
3a. band: "Circus". E' la prima band dove suonavo la chitarra
4a. band: "Rayge". La band più fica dove sono stato. Ero alle scuole superiori.
5a. band: "Morning Thunder". La band della Berklee.

Il resto si conosce.

Quale album pensi sia il migliore di sempre?

Steve Vai: Led Zeppelin 4.

Qual era il tuo negozio di musica preferito e perchè?

Steve Vai: Si chiamava “World Imports” perchè vendevano poster neri , luci nere, pipe, bonghi e carta. Hey ero un teenager anche io!

Ascolti ancora musica?

Steve Vai: Tutti i giorni.

Qual è l'ultimo album che hai acquistato?

Steve Vai: Mastodon - Crack the Skye.

E il primo?

Steve Vai: Frank Zappa - Freak Out. Avevo 9 anni.

Quale musica ti fa muovere di più?

Steve Vai: Tom Waits e Gyorgi Ligeti

Hai mai ascoltato la tua musica?

Steve Vai: Più delle altre.

Cosa vorresti chiedere al tuo eroe musicale?

Steve Vai: Fammi smettere di parlare!

Qual è il periodo migliore per la musica?

Steve Vai: Quando sei un teenager.

Chi ha portato la musica avanti negli ultimi 10 anni?

Steve Vai: Steve Jobs

Quale musica fa librare il tuo spirito?

Steve Vai: Qualsiasi quando vedo che il musicista che la suona è realmente sincero e ci mette l'anima.

Qual è il migliore concerto che hai mai visto?

Steve Vai: 1976, Return To Forever al Hofstra Playhouse a Long Island, Evo Papisov e la Bulgarian Wedding band.

Collezioni musica di qualche altro artista?

SV: Tom Waits, Igor Stravinsky, Luciano Berio, Edgar Varese, Ligeti, Antony and the Johnsons, Devin Townsend.

Quale disco stai cercando ultimamente?

Steve Vai: Trovo tutto online.

Quanto spendi in genere?

Steve Vai: $10.98

Quale curiosità (su di te) sorprenderebbe le persone?

Steve Vai: E'un segreto.

Qual è la tua peggiore abitudine?

Steve Vai: Non sapere tenere i segreti.

Tieni un diario oppure hai un libro dove pianifichi il tutto?

Steve Vai: Non ho diari, solo canzoni. Li c'è tutta la mia storia. Sto scrivendo un libro chiamato "Under it All" una volta volta completata la trilogia di Real Illusions. E' una storia su... ops...

Dove vorresti essere in questi 10 anni?

Steve Vai: In uno stato di beatitudine spirituale.

Quale domanda vorresti che le persone non ti chiedessero?

Steve Vai: Hmmmm, buona domanda.

Con chi ti piacerebbe registrare qualcosa?

Steve Vai: Vorrei dirti che questa domanda è la perfetta risposta alla tua domanda precedente.

Quale ambizioni non sei riuscito a soddisfare?

Steve Vai: Di essere libero da tutte le ambizioni.

Se non fossi un musicista, cosa saresti ora?

Steve Vai: Ahhh, pensavo che in questa intervista ci fossero solo 30 domande!

Se dovessi descriverti in una sola parola, quale sarebbe?

Steve Vai: Qualunque.

Come nasce il tuo amore per la musica e quando hai scelto di suonare la chitarra tra tutti gli strumenti?

Steve Vai: Penso che tutti abbiamo un'attrazione interna per la musica. Ti vibra l'anima. Quando ero piccolo posso ancora ricordami mentre ero tra le braccia di mia madre e lei mi fischiava una ninnananna nella mia anima.
Penso di aver scelto la chitarra perchè mi assomiglia di più.

Hai suonato con vari artisti, qual è la collaborazione memorabile e divertente per te?

Steve Vai: Quando avevo 9 anni avevo una piccola band con la mia sorella più piccola Lillian che aveva 6 anni. Io suonavo i bonghi e lei cantava e suonava una chitarra acustica con 2 corde. Scrivemmo la prima canzone insieme e si chiamava "Hot Chocolate".

Il testo era:
Hot Chocolate...Hot Chocolate...
Makes you quiver, makes you quake
When you drink it, drink it straight
Hot Chocolate.

Vorrei dire che nella mia carriera Lillian era la mia collaboratrice preferita.

Cosa ti ispira a scrivere musica?

Steve Vai: Buona idea. Quando volgio scrivere musica sono ispirato a lavorare duramente. Francamente, non so da dove mi escano le idee. Ho il sospetto che preferisco tenerle private.

Ti consideri un modello per i principianti?

Steve Vai: Probabilmente dovresti chiedere ad un principiante di rispondere a questa domanda.

Che tipo di pubblico hai nelle masterclass?

Steve Vai: Sembra esserci un grande raggio di pubblico, dai giovani agli adulti, dai principianti agli esperti, dai maschi alle femmine (anche quelli di mezzo...), dagli alti ai bassi, dai neri ai bianchi, tutte le razze, religioni... E' una specia di Nazioni Unite di Vai. Ma in maggioranza sono amanti della chitarra e nel loro cuore vogliono suonare uno strumento con libertà.

Hai qualche hobby?

Steve Vai: Hobby??? Hmmm, ho costruito un recinto nel mio giardino. Mia moglie Pia piante varie colori di rose (bianche, rosse, gialle, viola scuro, ecc.). Le rose contro il recinto sono come una bellissima nota musicale sullo staff.

Vado fuori 2 o più giorni e faccio delle foto al recinto e ri-scrivo la disposizione floreale sul pentagramma musicale. I differenti colori rappresentano la dinamica. Le rose più chiare sono più soffici e le più scure sono più forti. Poi le suono sulla chitarra. Ho chiamato questo procedimento di scrittura musicale "fretstooning".

Potresti essere sorpreso delle bellezza della melodia che esce fuori, allo stesso tempo puoi sentire anche le spine. La varietà di rose è chiamata "China Dolls". Sto lavorando su una dolce canzone che le rose stanno scrivendo con me e si chiama "Weeping China Doll".

Oh, mi piace collezionare stampe, ma è troppo complicato per me.

TRADOTTO DA WWW.VAI.COM