The Moon and I

stevevai.it - The Moon and I
4 Maggio 2010
Steve Vai

Una delle mie esperienze favorite mentre sono in tour è la prima volta che entri in soundcheck. Io aspetto che la band fa il primo soundcheck e dopo siamo tutti pronti per suonare. Prima settiamo tutti i volumi, le spie, io cammino e la mia chitarra invece è posata sul portachitarre già pronta per l’uso. La prendo e cominciamo a suonare e registriamo quello che succede. Usualmente non ho idea di cosa venga fuori. Qualche volta niente ma molte volte qualche cosa di buono accade. In genere queste jam vanno avanti per ore ed ore. Eh….. sono jam! Poi il tutto viene racchiuso in 7:18 minuti.
In questi giorni in particolare ho cominciato a suonare questi accordi e la band mi seguiva. Questo si è evoluto un po’ mentre si improvvisava e cosi la canzone prendeva forma. Noi provavamo questo ad ogni soundcheck prima di ogni show, immaginatevi quanti pezzi potrebbero stare nella “Infinity Shelf”.
Qualche volta dò una chance a questi piccoli gioielli e quado li ascolto, non posso ricordarmi la jam. La traccia sembra un vecchio amico che hai conosciuto per un breve periodo quando eri piccolo. Questo amico ti dà un qualcosa nella tua vita ma è come una vecchia, opaca e nostalgica fotografia.
Ho usato questa traccia per in studio e ho deciso di costruirci una canzone. Ho rivissuto la canzone nella Harmony Hut nel Marzo 2010, modificando la traccia, scrivendoci un testo e registrandoci una serie di effetti.
Il primo tentativo di nome fu “Flying over the stars” perchè è sottile, scorrevole e rappresentava a pieno la qualità eterea della struttura della canzone. Quando venne il momento del solo, ho voluto suonare cose che non avevo mai suonato prima, cosi mi sono preso tutto il tempo necessario per costruire il solo idea per idea. Per me è interessante scoprire nuovi concetti di riff. E’ molto importante se vuoi diventare un musicista.
In tutti le riff, ho voluto dare un feeling intimo con la scena creata per la storia della canzone. Ho provato a dare a una sensazione di divertimento a tutte le riff suonate.
Quando avevo 20-21 anni ero cadauto in una profonda depressione. Uno dei più grandi rilievi mi sarebbe venuto in un particolare tipo di sogno che facevo ogni 3 o 4 mesi.
Di solito questi sogni mi venivano nel punto più basso immaginabile dello stato depressivo. Non dò mai tanto peso ai sogni. Non li ho mai analizzati o cercato di capire cosa significhino nella vita. Li vedo come un intrattenimento mentale mentre dormo.Anche se mi sembra di avere dei grandi sogni, questo particolare tipo di sogno era molto vivace ed aveva delle grandi scene, come cristallo chiaro nelle vicinanze del pianeta. E’ difficile da spiegare, ovviamente. Le scene erano di solito intorno l’orbita della Terra e le stelle ed i pianeti erano molto colorati. Davanti a tutti c’era la luna. Era l’immagine più vivida. Potevo descrivere ogni dettaglio. Irradiava di un enorme vibrazione di benessere, bontà e gioia. Quando la luna splendeva su di me ero in uno stato di beatitudine, gratitudine ed estasi. Questo puro stato di euforia mi toglieva ogni angoscia mentale. Questo sentimento mi portava fuori dallo stato depressivo. I testi scritti sono riferiti alla luna. [Fonte: Vai.com]

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